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Il panorama dalla terrazza di Trentinara verso la piana del Sele

Panorami · Scoperta 79/100

Trentinara

Trentinara, Salerno

Un balcone di pietra affacciato sulla piana del Sele.

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Durata consigliata

2 ore

Costo

Accesso principale: ingresso libero (Passeggiata nel borgo e affacci gratuiti; le attività organizzate hanno tariffe proprie.)

Difficoltà

Facile

Periodo

Tutto l’anno; il tardo pomeriggio rende meglio l’affaccio.

Il luogo

Il paese sta sul bordo di un terrazzo calcareo e guarda dall’alto la piana fino al mare: nelle giornate limpide si distinguono Paestum e il golfo. Il centro è piccolo e si percorre a piedi in poco tempo, il che lo rende una tappa da unire ad altre del Cilento settentrionale.

Tre denari di paga

Il nome deriverebbe dalla paga di «tre denari» con cui venivano retribuiti i soldati romani di guardia a un acquedotto sul Monte Vesole, a 1.210 metri. Le fonti indicano Trentinara come punto strategico usato dalle guarnigioni romane per controllare l'intera costa pestana dall'attuale piazzetta panoramica — cioè esattamente dal punto da cui oggi si guarda il panorama.

Il feudo passò di mano moltissime volte: compare in un documento del 1092, era già dominio di Pandolfo conte di Capaccio nel 1034, poi dei Rizzo, dei Brancaccio, di Bernardino Rota, dei Del Giudice, dei Sanseverino e infine dei De Angelis, che nel 1710 ottennero il titolo di marchesi e tennero il feudo fino all'eversione della feudalità nel 1806.

Un balcone sulla piana del Sele

Il paese si sviluppa su un costone roccioso a picco sulla piana del Sele, dentro il parco nazionale del Cilento e a pochi chilometri da Paestum. Nelle giornate limpide dal bordo del terrazzo si distinguono i templi e il golfo: è il motivo per cui si sale, e dipende interamente dalla visibilità.

Con la foschia — frequente d'estate sulla piana — il panorama sparisce e resta un borgo piccolo. Vale la pena scegliere una giornata di vento o le ore dopo un temporale, quando l'aria si pulisce.

Novanta minuti, da abbinare

Il centro è piccolo e si percorre a piedi in poco tempo: novanta minuti, gratuito, affollamento basso, difficoltà facile. È una tappa da unire ad altre del Cilento settentrionale piuttosto che una meta di giornata, e Paestum è la combinazione più ovvia.

Il clima locale è mite: secondo la media trentennale della stazione di Capaccio, gennaio sta intorno ai sette gradi e agosto sopra i ventiquattro. Vuol dire che è praticabile tutto l'anno, e che d'inverno è una delle poche mete del Cilento dove non serve calcolare nulla.

Il paese sta a picco sulla piana e i punti panoramici sono sul bordo del costone: le protezioni ci sono, ma con bambini piccoli è il tipo di posto in cui conviene tenerli per mano invece che darlo per scontato.

Da sapere prima di partire

  • Controlla meteo, accessi e avvisi del gestore prima di partire.
  • Scarica la mappa: in alcune aree la copertura telefonica è debole.
  • Rispetta sentieri, proprietà private e regole dell’area.

Come arrivare

Si sale dalla piana del Sele lungo la viabilità provinciale; gli ultimi chilometri sono stretti e tortuosi.

Parcheggio

Aree di sosta ai margini del centro storico.

Trasporto pubblico

Autolinee extraurbane con corse limitate: verificare gli orari regionali.

Mappa e coordinate

40.40000, 15.11667 · punto mostrato sulla mappa

Mappa pronta allo scorrimento

Cosa portare

  • Acqua
  • Scarpe adatte
  • Telefono carico

Servizi

  • Servizi essenziali nel centro abitato più vicino

Rischi e limitazioni

  • Parapetti e affacci naturali: tenere sotto controllo i bambini.
  • Vento forte sul bordo del terrazzo nelle giornate esposte.

Accessibilità

  • Vicoli in pendenza e pavimentazione in pietra; alcuni affacci non sono accessibili.

Fonti utili

Fotografia: Wikimedia Commons · licenza indicata nella pagina del file.

Esperienze reali

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